Progettazione integrata: perché un unico team fa la differenza

Nel settore delle costruzioni italiane, la frammentazione progettuale è la norma. Un committente, privato, azienda o amministrazione pubblica, si trova tipicamente a coordinare un architetto, un ingegnere strutturista, un termotecnico, un esperto di sicurezza antincendio, un direttore lavori. Ognuno con il proprio studio, il proprio software, il proprio formato di consegna, le proprie tempistiche. Il risultato è prevedibile: ritardi, incongruenze, costi che lievitano e responsabilità che si diluiscono. Esiste un'alternativa, e non è un’idea teorica: è un metodo di lavoro che si chiama progettazione integrata.
Secondo i dati del CRESME, le varianti in corso d'opera negli appalti pubblici italiani incidono mediamente per il 10-15% sul costo totale dell'intervento. Una parte significativa di queste varianti deriva da interferenze tra discipline progettuali che non sono state coordinate a monte. Per un intervento da 500.000 euro, parliamo di 50.000-75.000 euro di costi aggiuntivi. Per un'opera pubblica da 2 milioni, di 200.000-300.000 euro. Non sono errori: sono conseguenze prevedibili di un metodo di lavoro frammentato.
"Le interferenze tra strutture e impianti non sono errori. Sono conseguenze prevedibili di un metodo di lavoro frammentato. Un unico modello BIM le risolve al tavolo, dove costano minuti, non in cantiere, dove costano settimane."
, uno:sei, principio operativo del metodo integrato
In sintesi
L'impatto della progettazione integrata è misurabile su tre parametri. Tempi: riduzione del 20-30% dei tempi complessivi rispetto a un progetto frammentato. Costi: su un progetto medio (300.000-500.000 euro) la riduzione delle varianti può valere 15.000-40.000 euro. Qualità: involucro e impianti dimensionati insieme, struttura ottimizzata, dettagli risolti prima del cantiere. Vuoi capire come funziona il nostro metodo di lavoro? Scopri come lavoriamo oppure raccontaci il tuo progetto.


